La mia Vita

Con colori vibranti
e dinamismo
racconto emozioni.

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Antonella Trotta

La mia pittura nasce in modo del tutto spontaneo, da un'esigenza impellente di siglare un momento importante della mia vita, il momento in cui mi riconobbi.

Nasco e vivo tuttora a Luino, una cittadina adagiata sulle sponde del Lago Maggiore. Il mio contesto, è tutto ciò che mi riconduce alla natura, dove posso ritrovare il respiro spontaneo. Il lago, i boschi, i miei cani, sono una fonte inesauribile di emozioni, emozioni che metto su tela, vissuto che esce e si concretizza quasi per magia, oserei definirla una terapia.

Osservo la tela fino a che non sia lei stessa a suggerirmi forme, colori e progetti, solo ad opera compiuta ho la totale consapevolezza di ciò che ho realizzato.

Non riesco a rimanere intrappolata in uno stile ben preciso, lascio che siano le "fate dello spirito" a danzare sulla tela e ad accompagnarmi ogni volta in una nuova avventura, l'avventura che mi regala, e mi auguro regali anche a voi, ciò che io definisco l'anima delle cose.

Lago

Poesia

Il lago era di una azzurro intenso, quell'azzurro di cui si tinge solamente dopo un forte temporale o una pioggia prolungata. I monti apparivano dello stesso colore, come se il lago si fosse spinto verso l'alto, coprendone i tipici colori che dal verde sfumavano alla terra. Solo le cime degli alberi e delle piante si muovevano ancora lentamente, mentre il sole faceva capolino in un giovedì di fine agosto. Si muovevano quasi danzando, ma con dolcezza, fermandosi a tratti, come congelati in quel tempo non tempo, in quell'esistere assurdamente sospeso.
Con le braccia appoggiate alla ringhiera, ebbi la sensazione di far parte di quel tutto, di quel progetto...
Chiusi gli occhi ed annusai l'aria, come fanno i cani per far arrivare al cuore tutte le verità che la mente cosciente blocca, così intenta a falsare l'esistenza.
Non tutti possono amare il lago, bisogna nascerci dentro, far parte di quei fondali pericolosi ed avere occhi per vedere cosa c'è nell'altra sponda.
Si, perché il lago termina, termina alla vista, non hai l'illusione d'infinito che provi davanti al mare.
Il lago è pesante, le sue acque lo sono...
Il lago inganna, perché improvvisamente non hai più terra sotto i piedi. Il lago è freddo e devi esserci nato per affidarti alle sue acque, non ti avvolge con dolcezza, ma ti tempra, perché se ci entri un pò alla volta ti blocchi a metà strada.
Ma così impari a buttarti di getto, trattenendo respiro, magari con un sasso che ti fa perdere l'equilibrio, ma impari presto tutto ciò che la vita ha da insegnarti.
Il vento aveva ripreso a soffiare diradando le nuvole, che piano piano abbandonavano le cime dei monti ed i colori della terra si riprendevano il loro posto.
Nascere in un luogo, dove dal lago puoi scalare una montagna e nei boschi ritrovare l'essenza, ti insegna ad avere sguardi ampi e respiri profondi, e ti fa capire che un uomo come un albero, ha bisogno di radici, quelle che ritrovi ogni volta che le montagne si specchiano nel lago e si tingono di colori intensi e di magici riflessi, quando tutto il resto si perde, il tempo si ferma fuori e dentro l'anima..

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